Stop agli impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole. La Corte costituzionale ha confermato la legittimità del divieto previsto dal decreto Agricoltura, respingendo le questioni sollevate dal Tar del Lazio in termini di compatibilità con la Costituzione e con le direttive europee sulle energie rinnovabili.
La pronuncia della Corte
Con sentenza n. 127/2026, depositata il 16 luglio, la Consulta ha infatti stabilito che l’articolo 5 del decreto-legge 63/2024, convertito nella legge 101/2024 (Decreto Agricoltura) e l’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 190/2024 non contrastano né con la Costituzione né con gli obblighi europei. Secondo i giudici la tutela del paesaggio e del suolo agricolo può infatti convivere con gli obiettivi della transizione energetica.
La Corte ha precisato che il divieto non riguarda indistintamente tutti gli impianti fotovoltaici, ma solo quelli con moduli installati a terra. Restano consentiti gli impianti agrivoltaici, nei quali i pannelli sono sopraelevati e permettono la prosecuzione delle attività agricole. Inoltre, specifica la Corte, un’area “agricola”, così come definita dai piani urbanistici, per essere tale non implica necessariamente che essa sia coltivata ma ha la funzione di preservarne la vocazione, evitando insediamenti residenziali o produttivi e salvaguardandone il potenziale utilizzo futuro.
L’evoluzione della normativa
Nel 2005, recependo la direttiva europea 2001/77 per la promozione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, l’Italia varò il “Conto Energia”, un programma di incentivazione del fotovoltaico, basato sul riconoscimento di una tariffa fissa per ogni kWh di energia prodotta e per 20 anni.
Questo programma, rimasto operativo fino al luglio 2013, se ha permesso al nostro paese di diventare, in pochi anni, uno dei principali produttori di energia fotovoltaica, ha altresì consentito il proliferare di impianti su terre agricole. Secondo i dati del Sistema Nazionale Protezione Ambiente (SNPA), a fine 2023 il fotovoltaico a terra occupava circa 18.000 ettari, pari allo 0,13% della superficie agricola nazionale.
Successivamente, il decreto-legge 1/2012 aveva escluso, salvo alcune eccezioni, gli impianti fotovoltaici a terra realizzati in aree agricole dall’accesso agli incentivi.
Nel 2022 il decreto Energia (Dl 17/2022) aveva poi parzialmente riaperto la possibilità di ottenere gli incentivi, previsti per gli impianti realizzati a terra a condizione che occupassero una superficie non superiore al 10% del terreno aziendale disponibile.
Oggi, la decisione della Consulta conferma in via definitiva l’impianto del decreto Agricoltura: i nuovi impianti fotovoltaici con moduli installati a terra restano vietati nelle aree agricole, mentre rimangono consentiti i sistemi agrivoltaici.



