Licenziamenti
Il datore non può licenziare se riammette il dipendente oltre il periodo di comporto
Per la Corte di Cassazione se l’azienda riammette in servizio un lavoratore che ha superato il periodo di comporto (180 giorni), non può successivamente licenziarlo per la stessa circostanza.
Lo ha stabilito la sentenza n. 20722/15, nel caso di un lavoratore che dopo aver superato il periodo massimo di tutela del posto di lavoro per malattia, era stato ripreso in servizio, poi si era nuovamente assentato per malattia e successivamente era stato licenziato. La Cassazione ha interpretato il comportamento del datore di lavoro come una manifestazione di volontà implicita di non volersi avvalere del potere di licenziare per superamento del periodo di comporto. In conseguenza di tale atteggiamento, secondo la Corte, il datore di lavoro non può licenziare neppure a seguito di un’ulteriore assenza per malattia.

