LAVORO
Disoccupazione, l’Istat smentisce il Governo
Torna a salire la disoccupazione. Doccia fredda dei dati Istat sul lavoro: a marzo, dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita di febbraio, il tasso di disoccupazione sale dello 0,2% e torna al 13%, il livello più alto da novembre scorso. Rispetto allo stesso mese del 2014, il calo è dello 0,5% . Su base mensile ci sono 52mila disoccupati in più (+1,6%) mentre nei dodici mesi il numero dei disoccupati è cresciuto del 4,4%, pari a 138mila persone in più.
Alle rassicurazioni del Governo sull’aumento dei contratti, fanno eco i dati negativi sul calo degli occupati: il mese scorso i lavoratori erano 22,195 milioni con una diminuzione dello 0,3% (- 59 mila unità in meno rispetto a febbraio) tornando sul livello di aprile 2014. Su base annuale l’occupazione è in calo dello 0,3% con 70 mila unità in meno e il tasso di occupazione è sceso al 55,5%.
La disoccupazione giovanile a marzo è risalita oltre il 43%, con un aumento di 0,3 punti percentuali dal 42,8% di febbraio; si tratta del livello più alto da agosto scorso.
“Basta con il gioco degli specchi dove presidente del consiglio e ministro del lavoro si alternano nel proiettare immagini di un paese virtuale che non c’è mentre, al contrario, i dati veri ne descrivono un altro” ha commentato Stefano Mantegazza, segretario generale Uila-Uil. “Questo governo è in carica ormai da oltre un anno; è intervenuto pesantemente in materia di lavoro, promettendo interventi finalizzati a ridurre la disoccupazione e a creare nuova occupazione” prosegue Mantegazza “ma non ha voluto sentire i moniti di chi, industriali compresi, spiegava che i posti di lavoro aumentano solo se crescono la domanda di beni e i consumi”. “Gradiremmo molto che qualcuno” conclude il segretario Uila “a cominciare dal ministro del lavoro, iniziasse ad assumersi la responsabilità del fatto che le misure decise, contro il parere dei sindacati, non funzionano”.


