CAPORALATO
Governo approva un Disegno di legge
Mantegazza (Uila): “Speriamo approvazione in tempi rapidi”
Alla fine per contrastare il caporalato il Governo sceglie un disegno di legge. A poche ore dall’approvazione di un pacchetto di misure inserite all’interno del Codice antimafia, passato in prima lettura alla Camera, il Consiglio dei Ministri ha dato, venerdì, il via libera ad un ddl organico per il contrasto a caporalato e lavoro nero in agricoltura. “Siamo soddisfatti del fatto che il Governo abbia finalmente accolto le nostre richieste e ci auguriamo che questo ddl trovi in parlamento una via preferenziale per essere approvato in tempi rapidi” ha detto Stefano Mantegazza, segretario generale Uila Uil, che pur riservandosi una lettura più approfondita delle norme contenute nel provvedimento ritiene “comunque positiva l’attenzione del Governo su un tema che aspetta da troppo tempo di essere affrontato in modo strutturale”.
Il provvedimento contiene da un lato alcune delle norme inserite nel Codice antimafia e dall’altro le misure per implementare la Rete del lavoro agricolo di qualità, previste dall’articolo 30 del collegato agricolo, attualmente all’esame della commissione agricoltura della camera. Viene rafforzata l’operatività della Rete includendo tra i soggetti che vi possono aderire sportelli unici per l’immigrazione, istituzioni locali, centri per l’impiego e gli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura, mentre per istituire un servizio pubblico di trasporti per i braccianti la partecipazione sarà consentita anche ai soggetti abilitati al trasporto di persone. Il provvedimento prevede un’estensione delle funzioni svolte dalla Cabina di regia della Rete, presieduta dall’Inps e composta da sindacati, organizzazioni agricole e istituzioni. L’elemento di novità del disegno di legge è la previsione di un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali che coinvolgerà le amministrazioni statali nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo. Il piano sarà stabilito congiuntamente da Regioni, province autonome e amministrazioni locali nonché dalle organizzazioni di terzo settore. A livello penale, oltre alla confisca obbligatoria, per equivalente e allargata e all’estensione della responsabilità in solido delle aziende (già inserite nel Codice Antimafia) che si siano rese complici del delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza di reato dell’autore di intermediazione e, al tempo stesso, l’applicazione di una circostanza attenuante per colui che si sia efficacemente adoperato per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, assicurare le prove dei reati e individuare gli altri responsabili. Le vittime di caporalato, infine, saranno risarcite attraverso l’estensione delle finalità del Fondo per le vittime della tratta (l. 228/2003).



