di Fabrizio De Pascale
Una rappresentanza della Uila, con i Segretari nazionali Alice Mocci e Antonio Mattei, ha partecipato il 24 settembre a Bruxelles, insieme a una nutrita delegazione della Uil, alla manifestazione indetta dalla Confederazione europea dei sindacati per chiedere al Consiglio e al parlamento europei di modificare la proposta della Commissione sulla istituzione di una nuova forma societaria europea (il 28° regime) che dovrebbe servire a rafforzare il mercato unico e favorire la crescita delle imprese europee.
“Si tratta di un progetto di semplificazione che rischia di ridurre diritti e salari” ha dichiarato segretario generale della Uil PierPaolo Bombardieri, intervenendo alla manifestazione alla quale hanno partecipato oltre 2.000 lavoratori provenienti da diversi paesi europei “Siamo contrari a un liberismo sfrenato, vogliamo riaffermare il modello sociale europeo e rivendichiamo un’Europa che affronti la sfida della competitività e della transizione, senza lasciare nessuno indietro, e che favorisca innovazione e sviluppo, per tutti e tutte. Ecco perché chiediamo che il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea modifichino i contenuti di questa proposta”.
La proposta della Commissione è, infatti, tuttora al vaglio del Consiglio e del Parlamento europei che devono definire la loro posizione in vista dell’avvio del Trilogo, previsto a dicembre.


Che cosa è il 28° regime
Il 28° regime (denominato EU Inc.) è una proposta che mira a creare una nuova forma societaria, opzionale e uniforme in tutti i 27 Stati membri, da affiancare ai sistemi nazionali, senza sostituirli, per offrire alle imprese la possibilità di scegliere un unico quadro giuridico europeo.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza del ritardo Europeo, rispetto a Stati Uniti e Cina, in merito alla capacità di sostenere le proprie imprese innovative, molte delle quali, inoltre, raggiunta una certa dimensione, vengono acquisite da investitori stranieri o trasferiscono la propria sede negli Stati Uniti per beneficiare di un contesto giuridico e finanziario più favorevole. I rapporti Letta e Draghi hanno individuato il 28° regime come uno degli strumenti necessari per rafforzare il mercato unico, creando un ambiente più aperto all’innovazione e alla competitività così da favorire la crescita delle imprese europee.
In estrema sintesi, nella proposta della Commissione la EU Inc. può essere costituita in modalità digitale con una procedura standardizzata, entro 48 ore e con un costo di 100 euro; la registrazione avviene attraverso una piattaforma europea collegata ai registri nazionali, utilizzando modelli e formulari standard validi in tutti gli Stati membri che provvedono a condividere automaticamente i dati con le autorità competenti (ad esempio fiscali e previdenziali); assemblee dei soci, registri societari, comunicazioni e altri principali adempimenti potranno essere svolti online; viene introdotta una disciplina uniforme su numerosi aspetti della vita societaria, tra cui il funzionamento degli organi sociali, i diritti degli azionisti e i piani che consentono ai dipendenti di ricevere quote o azioni della società come forma di incentivazione; vengono, infine, introdotte procedure digitali e rapide per la dissoluzione e la liquidazione.
La posizione della Uil
Diverse le criticità sollevate, da più parti oltre che dal Sindacato, e dalla UIL in particolare. In primo luogo, la base giuridica scelta (art. 114 TFUE) che mira ad armonizzare le norme nazionali esistenti e non prevede la creazione di una nuova norma da applicare ai paesi membri, con il rischio quindi di essere dichiarata nulla dalla Corte di giustizia europea.
Nel merito, un regime societario europeo può contribuire a rafforzare il mercato unico e la capacità delle imprese europee di crescere, ma la semplificazione non può avvenire attraverso una riduzione delle tutele sociali. Il nuovo regime deve impedire la costituzione di società di comodo, garantire un collegamento effettivo tra l’impresa e il luogo in cui essa svolge realmente la propria attività, preservare integralmente la contrattazione collettiva e i diritti di informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori e assicurare che nessun lavoratore perda diritti a seguito della scelta della nuova forma societaria. Gli strumenti di partecipazione azionaria devono inoltre rappresentare esclusivamente un elemento aggiuntivo e mai sostitutivo della retribuzione.


