
Le lavoratrici e i lavoratori del settore agroalimentare potranno donare la somma corrispondente ad un’ora di lavoro, attraverso una trattenuta una tantum sulla prossima retribuzione mensile, per contribuire a sostenere concretamente i progetti di solidarietà attivi a Gaza realizzati dal Patriarcato latino di Gerusalemme e dalle associazioni Emergency e Save The Children.
È questa la mission del progetto “Pane per Gaza”, promosso unitariamente da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, e lanciato durante una conferenza stampa a Roma allo Spazio Europa Experience, dai segretari generali Onofrio Rota, Giovanni Mininni ed Enrica Mammucari.
“Dopo quasi due anni, l’aggressione israeliana nella Striscia continua e si intensifica con l’ingresso dei tank a Gaza city, ed è la popolazione civile a pagare il prezzo più alto” dichiarano Fai, Flai e Uila . “Ormai l’Onu parla di un genocidio. Si parla di oltre 64mila morti accertati tra la popolazione palestinese, tra cui quasi 19mila bambini e 10mila donne. Gli aiuti umanitari, alimentari o medici da mesi non arrivano a Gaza, dove la popolazione civile è martoriata dalle bombe e dalla carestia. Recentemente Fao e Unosat hanno comunicato come nella Striscia sia disponibile meno del 5% dei terreni agricoli, ciò aggrava ulteriormente la produzione alimentare”.

Per questo i sindacati hanno deciso di coinvolgere sia le lavoratrici e i lavoratori sia le organizzazioni datoriali e le aziende dell’agroalimentare in una raccolta di fondi per l’acquisto di generi alimentari e il sostegno delle iniziative del Patriarcato latino di Gerusalemme e delle associazioni Emergency e Save The Children.
“Siamo convinti che un’adesione congiunta, del mondo del lavoro e delle imprese, rappresenti un segnale forte di solidarietà e di attenzione verso una tragedia che si sta consumando sotto gli occhi di tutti e nella pressoché totale inerzia delle istituzioni europee ed internazionali” proseguono i sindacati. Le risorse saranno devolute dalle organizzazioni sindacali dell’agroalimentare e dalle lavoratrici e lavoratori del settore su un conto corrente creato appositamente per sostenere la causa, a partire dalla donazione di 30mila euro . Altrettanto sono invitate a fare le e le aziende del settore agroalimentare, corrispondendo l’equivalente di quanto donato liberamente dai propri dipendenti. 
Alla conferenza stampa di presentazione del progetto hanno portato il loro contributo anche Alessandro Manno, responsabile Paese EMERGENCY per i Territori occupati e Giancarla Pancione, Fundraising, marketing & brand director di Save the Children.
“A Gaza manca ogni cosa. Mancano acqua, cibo e medicine e mancano tutte le condizioni per vivere una vita dignitosa, in salute e in pace. L’esercito israeliano prosegue la sua azione di distruzione evacuando militarmente la città principale della Striscia e così creando nuovi morti, feriti e sfollati – dichiara Alessandro Manno. “Dopo quasi due anni la situazione raggiunta è catastrofica ed è fondamentale intervenire immediatamente per porre fine a tutto questo. Come EMERGENCY crediamo che sia fondamentale l’impegno di tutti e tutte per sostenere la popolazione palestinese ridotta allo stremo”. “Oggi Gaza è uno dei luoghi al mondo dove è più difficile essere bambini. Da ottobre 2023 oltre 20mila sono morti a causa delle operazioni militari israeliane. Vengono uccisi da bombe, da proiettili e dalla fame, una fame usata come arma di guerra. Si è superato ogni limite. Nei nostri spazi dedicati, i bambini disegnano le “nuvole dei desideri”: sempre più spesso desiderano cibo. E ora anche di morire. Tutto ciò è inaccettabile. La campagna “Pane per Gaza” è un atto di solidarietà concreta, di giustizia, di umanità. È un modo p er non voltare lo sguardo, ma anche per dire che i diritti dei minori non sono negoziabili e che la solidarietà può diventare azione” ha concluso Giancarla Pancione.

