LAVORO AL FEMMINILE
Il ministro Morando propone detrazioni fiscali per chi assume donne nel sud
di Raffaella Sette
E’ apprezzabile e condivisibile la proposta del viceministro all’Economia Enrico Morando di incentivare l’occupazione femminile nel sud del nostro paese attraverso detrazioni fiscali per le aziende che assumono donne.
È, infatti, giunto il momento di programmare delle azioni a più lungo termine, creare oggi condizioni di lavoro migliori per le donne per avere benefici anche domani.
Non è da sottovalutare come gli effetti positivi di tali misure di agevolazione andranno a riflettersi anche dopo la fine della vita attiva, quando il divario di retribuzione tra uomo e donna si trasforma in divario di pensione, accentuando in tal modo la maggiore esposizione delle donne al rischio di povertà. E ancor più importanti sono gli effetti positivi che una maggiore e migliore presenza delle donne nel mercato del lavoro sarebbe in grado di produrre sulla crescita dei consumi, degli investimenti e anche sull’aumento delle nascite, quindi sulla crescita del Pil a beneficio di tutta la collettività.
Un’opinione condivisa dal viceministro. Secondo Morando, infatti, il Mezzogiorno ha “condizioni potenziali di crescita, a causa del ritardo accumulato, più elevate del Centro-Nord, e al Sud ci sono un gran numero di giovani donne che sono persino più preparate dei coetanei maschi, che si impegnano di più e che non hanno nessuna prospettiva di lavoro”. La proposta è, dunque, quella di utilizzare l’agevolazione per il lavoro stabile, creare un vantaggio per l’occupazione stabile nel Mezzogiorno in generale e, per le donne in particolare “perché, ha detto Morando, presentano potenzialità di contributo alla crescita più elevate degli uomini, perché si impegnano di più nello studiare, nell’organizzare le cose della società. Sembrerebbe un dato sociologicamente rilevante e i numeri dell’occupazione parlano chiaro a loro sfavore. Quindi se voglio riequilibrare le cose devo dar loro un vantaggio: diamo un vantaggio fiscale: se un’impresa assume una donna a parità di tutte le condizioni rispetto a un uomo ha un premio”.
Una misura, quella delle detrazioni fiscali, da rendere operativa al più presto, quindi, e da estendere a tutte le donne del paese. Ma non basta. Essa deve agganciarsi anche a norme di sostegno alla genitorialità e, più in generale, a politiche di equilibrio vita-lavoro e di welfare che vanno consolidate, per non rimanere interventi spot in via sperimentale per uno o qualche anno che, seppur apprezzabili, non risolvono e non offrono alcuna certezza.

