di Anna Lisa Calò
A Viterbo nasce una scuola di calcio gratuita per garantire il diritto al gioco e all’attività motoria ai minori (bambine e bambini tra 6 e 11 anni) con famiglie in difficili condizioni economiche. A promuovere il progetto è l’associazione culturale Luigi Petroselli, insieme alla Lega intercomunale Uila-Uil di Viterbo. Il centro di addestramento, che porta il nome dell’ex sindaco di Roma, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, insieme al presidente dell’associazione, Antonio Biagioli, l’assessore allo sport del comune di Viterbo Emanuele Aronne, la consigliera delegata alle nuove generazioni Francesca Pietrangeli, il segretario organizzativo della Uila Viterbo Daniele Camilli e, in collegamento video, l’assessora alle politiche sociali Rosanna Giliberto.

L’obiettivo principale, spiega Biagioli, è offrire una “risposta concreta ai bisogni delle famiglie dei lavoratori. La nostra iniziativa punta a creare un ambiente nel quale i più giovani possano imparare a stare insieme e a rispettare le differenze. Il centro rappresenta un fondamentale momento di coesione ed educazione all’empatia e alla solidarietà. Per crescere meglio e al meglio, consapevoli che non ci sono ‘razze’, ma una sola grande comunità umana, una sola comunità di donne e di uomini”.
Forte il sostegno delle istituzioni locali al progetto. Gli assessori Aronne e Giliberto, insieme alla consigliera Pietrangeli parlano di un investimento contro l’isolamento: “il calcio insegna a stare insieme, a rispettare le regole, a collaborare, a conoscere i propri limiti e valorizzare le proprie capacità. È uno strumento educativo straordinario e può diventare un importante veicolo di inclusione e di partecipazione”.
Inclusi nell’iscrizione al corso, completamente gratuita, anche le divise ufficiali – verdi con i loghi dell’associazione Petroselli e della Uila – e tutta l’attrezzatura necessaria per giocare. “Gli allenamenti” spiega Camilli “si terranno due volte a settimana presso il campo della parrocchia di Santa Maria della Verità, grazie alla disponibilità offerta dalla diocesi, da don Elio e da Alberto Cerza. È la stessa struttura che ospita gli allenamenti della squadra dei braccianti agricoli Asfa-Uila, nata per contrastare lo sfruttamento e il caporalato sul territorio provinciale e che ha partecipato al campionato di Terza Categoria. Un’esperienza che ha aperto le porte della Federazione italiana giuoco calcio a diversi atleti, tra cui Amadou Munirou Bah e Mabrouk Mamman”.



