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Export agroalimentare 2025, è nuovo record

Rapporto Crea: superati i 72 miliardi di euro. Ue resta il mercato principale, giù gli Usa

11 Settembre 2026
in ALIMENTARE, ECONOMIA
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Export agroalimentare 2025, è nuovo record
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Di Giusy Pascucci

Con oltre 72 miliardi di export, in aumento del 5,6% sul 2024, e 72,45 miliardi di import, in crescita del 10,1%, grazie anche al rialzo dei prezzi internazionali di alcune commodities, il 2025 è un nuovo anno record per gli scambi agroalimentari dell’Italia. Cresce anche il peso del settore sulla bilancia commerciale complessiva del Paese, rappresentando il 12,2% delle importazioni e l’11,2% delle esportazioni. L’Unione Europea resta il nostro principale partner commerciale, assorbendo il 59,5% delle esportazioni e fornendo quasi il 70% delle importazioni, con un incremento dell’8,1% delle vendite in particolare verso Spagna, Paesi Bassi, Polonia e Romania. I prodotti maggiormente esportati sono quelli dolciari, cacao, caffè torrefatto, formaggi e frutta fresca. L’export cresce in valore e quantità verso tutti i principali mercati di destinazione, ad eccezione degli Stati Uniti in cui, complici i dazi, le esportazioni si sono ridotte del 4,2%, attestandosi a 7,55 miliardi di euro,

Nonostante il contesto internazionale ancora caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza sui mercati, nuove misure protezionistiche e persistenti pressioni sui prezzi di alcune materie prime, i dati del Rapporto CREA sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari, realizzato dal Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, confermano la capacità competitiva del sistema agroalimentare italiano sui mercati internazionali e la solidità delle filiere nazionali.

A spingere l’export agroalimentare è sempre più il Made in Italy: nel 2025 le esportazioni dei prodotti riconosciuti all’estero come tipici del nostro Paese raggiungono 52,2 miliardi di euro, pari al 72,5% dell’export agroalimentare complessivo, con una crescita del 3,7% rispetto al 2024. Per quanto riguarda i prodotti aumentano particolarmente quelli dolciari a base di cacao (+21,4% in valore), il caffè torrefatto (+23,6%), i formaggi (+13,4%), la frutta fresca (+14,6%) e i prodotti da forno (+6,5%), sebbene l’incremento dell’export in valore di alcuni prodotti, come quelli dolciari a base di cacao e il caffè torrefatto, sia condizionato dall’aumento del prezzo di importazione delle materie prime, che si riflette in parte sul valore medio unitario di esportazione.

Crescono in valore anche le esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, mentre scendono olio extravergine di oliva, conserve di pomodoro e alcune tipologie di vini.

E’ la Lombardia a detenere il primato delle esportazioni e, insieme a Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte concentrano oltre il 60% del valore dell’import e dell’export. Ad eccezione della Toscana (-7,2%) e della Campania (stabile rispetto al 2024), gli incrementi sono generalizzati per tutte le regioni con andamenti particolarmente positivi per Piemonte (+9,1%), Lombardia (+8,1%) ed Emilia-Romagna (+9,8%) al Nord, Lazio (+8,1%) al Centro, Calabria (+10,2%) e Sicilia (+12,8%) nel Mezzogiorno.

Il Rapporto approfondisce anche gli effetti dell’accordo UE-Mercosur e gli scambi agroalimentari dell’Italia con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Nel 2025 l’Italia ha importato prodotti agroalimentari dal Mercosur per quasi 3,7 miliardi di euro, a fronte di un export verso l’area di circa 500 milioni. Le importazioni riguardano soprattutto caffè greggio, mangimi, semi di soia e carni bovine, mentre le esportazioni pasta, mele, conserve di pomodoro, olio extravergine di oliva, caffè torrefatto e prodotti dolciari.

 

Tags: exportimportMadeinitalyRapporto CreaUeUsa
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Autorizzazione tribunale della stampa n. 101/2012 del 16 aprile 2012, diffusione online
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