“Per contrastare davvero sfruttamento e caporalato è necessario puntare sulla prevenzione e rafforzare la Rete del lavoro di qualità, per tutelare i lavoratori e premiare le aziende che operano nel rispetto delle regole”. È questa afferma Devid Olivotto, segretario regionale della Uila del Trentino A.A., in relazione all’inchiesta della procura di Trento che ha portato all’arresto Muhammad Suleman, il caporale cinquantenne ritenuto responsabile – in accordo con diverse aziende tra Trento, Rovereto e Mori – di intimidazioni e sfruttamento ai danni di alcuni braccianti originari del Pakistan.
“Nessun territorio può considerarsi immune se esistono condizioni che consentono lo sfruttamento della manodopera” aggiunge Olivotto “Riteniamo indispensabile una strategia stabile di prevenzione, basata sulla presenza costante sul territorio, sull’ascolto dei lavoratori e sulla costruzione di un rapporto di fiducia. Solo così chi subisce sfruttamento potrà denunciare, sapendo di poter contare su tutele concrete e su una rete di sostegno».
Per promuovere la legalità serve rafforzare la Rete del lavoro agricolo di qualità, incentivandone l’iscrizione, da parte delle aziende, che dovrebbe divenire un requisito premiale per l’accesso a incentivi pubblici, contributi e bandi regionali, nazionali ed europei destinati al settore agricolo. “Le risorse” secondo il segretario regionale “dovrebbero sostenere in modo prioritario le imprese che dimostrano di rispettare i contratti, i diritti dei lavoratori e le norme in materia di lavoro. Requisiti da verificare periodicamente, affinché la Rete non si riduca a un semplice adempimento formale ma rappresenti una garanzia reale di legalità.”
La Uila regionale chiede inoltre un piano straordinario di controlli coordinati nei periodi di maggiore impiego di manodopera, come quelli di diradamento, raccolta delle mele o vendemmia, quando il rischio di sfruttamento e caporalato è più elevato.
“Tutelare la legalità significa difendere l’intero comparto agricolo” conclude Olivotto “l’agricoltura trentina è un patrimonio economico e sociale costruito dal lavoro di migliaia di persone e di imprese sane. Chi sfrutta i lavoratori danneggia l’intero settore, altera il mercato e mette in discussione la credibilità di un comparto che deve continuare a essere sinonimo di qualità. La dignità del lavoro agricolo si difende ogni giorno con prevenzione, ascolto, controlli efficaci e collaborazione tra istituzioni, sindacati e imprese”.



