LAVORO NERO
Irregolari 6 aziende su 10. In nero 4000 lavoratori agricoli
Mantegazza: “Dati da brivido, far decollare Rete lavoro agricolo qualità”
Oltre 120mila aziende irregolari su 191.614 ispezionate, con un tasso di irregolarità pari al 63%. Rispetto al 2015 è cresciuto anche il numero dei lavoratori irregolari (+2%) mentre quello dei lavoratori totalmente in nero, pari a 62.106, è risultato lieve diminuzione (-4%), ma complessivamente i lavoratori in nero rappresentano ancora una percentuale significativa, pari al 33,38%, di quelli irregolari.
Sono numeri poco confortanti quelli del Rapporto 2016 sui risultati complessivi della vigilanza del personale ispettivo dell’Ispettorato nazionale del lavoro, presentato dal ministro Giuliano Poletti, assieme al capo e al direttore centrale dell’istituto, Paolo Pennesi e Danilo Papa.
In agricoltura il tasso di irregolarità è un po’ più basso degli altri settori ma comunque supera il 50% (51,65%), mentre è del 60,11 nell’industria (compreso il settore manifatturiero), del 64,15 nell’edilizia e del 59,33 nel terziario. La piaga peggiore resta sempre quella del lavoro nero, che rappresenta oltre il 48% di quello irregolare e che ha portato nel 2016 all’irrogazione di 43.048 maxi sanzioni (+3,56% sul 2015), in particolare in Campania (6.698), Puglia (5.164), Lazio (4.526), Lombardia (3.985) e Toscana (3.502).
Per quanto riguarda la lotta al caporalato, in agricoltura sono state effettuate 8.042 ispezioni: 5.512 sono i lavoratori riscontrati irregolari, di cui 3.997 in nero (217 cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno) con un tasso di irregolarità superiore al 51%. Sono stati adottati 349 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale.
“I dati diffusi sono da brivido: 4.000 lavoratori in nero su 8.000 aziende agricole ispezionate certificano una triste realtà, fatta di sfruttamento e forme di schiavitù, che rende opache molte filiere produttive del nostro paese” ha commentato il segretario generale Uila Uil Stefano Mantegazza. “Di fronte a questa realtà certificata” aggiunge “è ancor più inaccettabile la resistenza passiva di istituzioni e imprese che non consente alla Rete del lavoro agricolo di qualità di decollare sui territori per dare trasparenza al mercato del lavoro; una resistenza passiva che diviene, a questo punto, tra le cause di questo disastro che rischia di inghiottire anche la qualità del Made in Italy”.
Per quanto riguarda i voucher, il rapporto dell’Ispettorato del Lavoro ha registrato complessivamente 2210 imprese che ne hanno fatto un utilizzo improprio o irregolare, per un totale di 2700 casi collegati a fenomeni di violazione, di cui 284 solo nel periodo che va dall’8 ottobre (giorno di entrata in vigore del decreto correttivo) al 31 dicembre 2016, e per i quali sono state comminate sanzioni amministrative pari a 227.200 euro. “Non vogliamo entrare nell’ennesima e sterile polemica ideologica tra sostenitori e contrari, a prescindere, di questo strumento” ha aggiunto Mantegazza. “Noi crediamo che esista un sistema per accontentare tutti: voucher di importo orario per uso domestico e voucher di importo giornaliero per le imprese, perché non c’è raccolta di prodotti agricoli o lavoro edile che duri due ore, né un impiego al ristorante per 70 minuti”.

