INAIL RAPPORTO SICUREZZA 2014
Infortuni in calo (-6,3%) ma crescono le malattie professionali (+10,7%)
Prosegue il calo degli infortuni, soprattutto di quelli mortali che, negli ultimi dieci anni, si sono dimezzati, mentre crescono le malattie professionali.
E’ quanto emerge dalla relazione annuale dell’Inail che sottolinea inoltre come nel 2014, a livello sanitario, siano state effettuate più di 7 milioni e mezzo di prestazioni: quelle per “prime cure” effettuate presso i 131 ambulatori dell’Istituto sono state circa 704.000 (21.000 in più rispetto allo scorso anno), il 93,5% delle quali richieste a seguito di infortunio e le rimanenti per malattia professionale.
Secondo i dati presentati, a livello complessivo nel 2014 gli infortuni sono stati 437.000 (-6,3% sul 2013), il 18% dei quali fuori dall’azienda (ovvero con mezzo di trasporto o in itinere), mentre le denunce per infortuni accaduti sono state 663mila, ovvero il 4,6% in meno rispetto al 2013 e ben il 24% in meno del 2010. Oltre mille le denunce di infortunio mortale, di cui 662 accertati sul lavoro. Di questi ben oltre la metà (358, il 54%) è avvenuta ”fuori dall’azienda”, quelli riconosciuti ”in occasione di lavoro” sono stati 492 (170 in itinere) ma tra questi 188 con mezzo di trasporto (solo 304 senza mezzo di trasporto). Rispetto al 2013 si è registrata una riduzione del 6,7% mentre sul 2010 (997 morti sul lavoro accertate) la riduzione è stata del 33,6%. Ammontano a 559 gli infortuni mortali nell’industria e nei servizi, a 95 quelli in agricoltura e a 8 quelli per conto dello Stato.
In controtendenza le denunce di malattia professionale: nel 2014 ne sono state denunciate 57.391 (per 43.000 soggetti coinvolti) con un aumento del 10,7% sul 2013 e del 33% sul 2010. Nell’anno sono state riconosciute come malattie professionali solo il 35% delle denunce (il 40% dei soggetti coinvolti ha avuto la certificazione di malattia professionale). Le morti per malattia professionale,infine, sono state 1.488 (il 26% in meno rispetto al 2010) ma l’85% dei decessi è avvenuto con età superiori a 74 anni (il 22% con almeno 85 anni).


